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Infobigenitorialità

Sito di corretta informazione sulla bigenitorialità

VERSO IL TESTO UNIFICATO

Dovrà lavorare tutta l’estate, il sen. Pillon, per assemblare i 6-7 e passa DDL sul diritto di famiglia e tirarne fuori un testo unico.
Ma se il materiale di partenza è penoso altrettanto penoso sarà il risultato finale.
Non sarà solo in questa fatica immane, si sacrificheranno con lui tanti padri separati rifiutati dai figli, sé dicenti presidenti di improbabili associazioni, da quella che ha sede in un piccolo garage a Roma a quella che invece ha sede nello sportello bancomat di Via Marsili 10/A a Bologna; per non dimenticare quello che pubblica i suoi studi sui topi monogamici della Califormia su riviste a pagamento (pare 1.500 dollari la botta); qui potete sentirlo urlare.

Sen. Pillon, la legge attuale, sia pur con certi limiti, funziona bene nella maggioranza delle separazioni, questo lei lo sa benissimo; là dove la legge 54 non funziona è nelle separazioni che fanno seguito a violenza in famiglia o ad abusi sessuali sui figli minori, da lei impropriamente defnite separazioni conflittuali. Sono una esigua minoranza e lei, per favorire i genitori violenti o pedofili vuole danneggiae tutti gli altri genitori che si separano in maniera consensuale o giudiziale “leggera” per così dire. Ma se ne rende conto?
Per le separazioni che seguono a violenza o abusi esiste già una legge quadro per disciplinarle, e si chiama Convenzione di Istanbul; si tratta solo di applicarla, inserendo nel Codice civile delle norme ispirate alla Convenzione di Istanbul. Come del resto ha fatto la Francia, si informi.

E non c’è altra strada da percorrere, se si vuole restare nel novero dei paesi civili, se si vogliono evitare le censure della Corte Costituzionale e della CEDU.
Le forniamo una traccia, anche se, ce ne rendiamo conto, troppo estremistica per i suoi gusti; la ammorbidisca pure, ma questa è la strada, le piaccia o non le piaccia.

«1. Ai sensi della Legge 77/2013, articoli 26, 31 e 48, in presenza di episodi documentati di violenza in famiglia:
   a) il genitore violento è escluso dall’affidamento dei figli minori poiché il comportamento violento di un genitore è di pregiudizio al sereno sviluppo psico-fisico dei figli;
   b) è vietata la mediazione familiare in tutte le sue forme, anche come coordinazione genitoriale;
   c) la violenza sui figli, diretta o assistita, comporta d’ufficio l’avvio di un procedimento penale a carico del genitore violento per maltrattamento sul minore, ai fini della valutazione della sospensione della responsabilità genitoriale e della sospensione del cosiddetto diritto di visita.
2. Ai sensi della presente legge per “episodi documentati di violenza in famiglia” si intendono episodi di violenza fisica e/o psicologica documentati da specifico referto medico e psicologico provenienti da strutture pubbliche, indipendentemente dall’avvio e dall’esito del relativo procedimento penale.»

ALLELUIA!!

Eliminati finalmente i circa centomila commenti spam che avevano bloccato il blog.

L’imbecille padre separato di Firenze, autore di quello spam, sappia che non ci ha affatto scoraggiati dal continuare a pubblicare la verità su affidi e separazioni, bigenitorialità, violenza contro le donne, abusi sessuali sui minori, ecc.

Abbiamo utilizzato proficuamente questo tempo per archiviare un bel po’ di materiale che pubblicheremo di seguito.

Cominciamo con questo articolo della D.ssa Elvira Reale, psicologa a Napoli; non ha senso parlare di diritto alla bigenitorialità, un’autentica follia psicologica e giuridica.

Di quale genitorialità va parlando il genitore violento con i figli (violenza diretta o asssitita)? Quale genitorialità pretende il genitore pedofilo?

È chiaro che i figli non lo riconoscono come genitore, ed esprimono il loro dissenso da questo genitore perverso e degenere con il rifiuto.

Ma contro questi bambini, autentici dissidenti del patriarcato, si scatena il sistema psico-giuridico. Ecco il caso che ha scetenato contro questo blog la furia dello spam del padre separato imbecille fiorentino.

IL REGNO DELLA PAS

Ecco la concezione di Gardner sulla PAS e i suoi seguaci.

FONTE:

Vaccaro S e Barea Payueta C (2011), La presunta sindrome di alienazione genitoriale – Uno strumento che perpetua il maltrattamento e l’abuso. EdIt Edizioni, Firenze.

http://www.editpress.it/cms/book/pas-presunta-sindrome-di-alienazione-genitoriale

LE RICERCHE FARLOCCHE

Una caratteristica abbastanza singolare delle associazioni di padri separati è quella di corredare le loro assurde pretese sulla bigenitorialità, ecc., con ricerche scentifiche che, o sono del tutto prive degli elementi basilari per essere considerate scientifiche, o sono piuttosto datate e superate da ricerche più recenti che giungono a conclusioni opposte, oppure vengono totalmente fraintese.

Un esempio del primo tipo, quelle pseudo-scientifiche, è rappresentato dal cosiddetto studio Bauserman.

Un esempio del secondo tipo è lo studio francese del prof. Poussin che risale al 1996, superato da un analogo studio sempre del prof. Poussin del 2010 che giunge aconclusioni opposte a quelle del 1996.

Di entrambi abbiamo già dato ampio riscontro ma alcuni padri separati sono proprio ottusi e nonostante le evidenze continuano a crogiolarsi nelle loro fantasie.

Tra quelle fraintese c’è l’affare comico della modificazione dei centri bulbari della respirazione (cosa impossibile perché qualsiasi modificazione dei centri bulbari della respirazione porta a morte) in seguito alla separazione coniugale (cosa altrettanto impossibile perché le separazioni coniugali non possono produrre modificazioni strutturali del cervello; questo accade solo in seguito a gravi traumi cranici!!).

Adesso, per sostenere il DDL 735 vorrebbero dimostrare tramite un loro studio, strombazzato a più non posso nel web, che la separazione coniugale provoca disturbi alimentari nei bambini.

Ci sarebbe molto da scrivere sulle modalità con cui viene condotto questo studio, mediante la compilazione online di questionari messi a punto da loro stessi, non validati e ovviamente non affidabili.

Ma è la sostanza di questo cosiddetto studio che proprio è farlocca. E che si può trasformare in un pericoloso boomerang per alcuni di loro.

Sono numerosi gli studi che mostrano una correlazione, più o meno significativa, tra alcuni disturbi del comportamento alimentare a gli abusi sessuali subiti nell’infanzia.

Citiamo a caso qualcuno dei tanti link a questi studi:

A) Articolo dell’Istituto Beck di Roma: «quasi più della metà delle donne con disturbi dell’alimentazione ha riportato esperienze di abuso sessuale, nell’80% dei casi avvenute durante l’infanzia».

B) Articolo di una psicologa, corredato di discreta bibliografia: «Infatti, per quanto non sia possibile individuare una relazione causale tra lo sviluppo di anoressia e di bulimia e esperienze traumatiche durante l’infanzia – dove per esperienze traumatiche si intendono abusi fisici e sessuali – tuttavia, sulla base dei dati attuali è emerso un quadro allarmante».

C) Un articolo della Direttrice del New York Center for Eating Disorders: «In my eating disorder practice, 40 to 60 percent of the men and women who come to therapy for an eating problem have been sexually or physically abused. “It was my father’s best friend.” “It was my father.” “It was my brother.” “It was my mother’s boyfriend.” “It was my mother.” “And so I starved myself.” “And so I binged and purged.” “And so I got fat.” “And so I started using laxatives”».

D) Un articolo di una psicologa statunitense che studia i disturbi del comportamento alimentare: «One study found that about 30% of eating disordered patients has been sexually abused in childhood. These rates are higher among those who suffer from bulimia nervosa and binge eating disorder as opposed to those with anorexia nervosa».

Crediamo ce ne sia abbastanza.
Perché boomerang?
Il cosiddetto studio nasce dal’iniziativa dei padri separati ed è diretto ai padri separati, sarà difficile che una madre separata compili il questionario.
Un padre separato che dichiari che il proprio figlio soffre di disturbi del comportamento alimentare sta nella sostanza confessando che il ragazzo potrebbe aver subito abusi sessuali durante l’infanzia.
Bene, completate lo studio e fateci sapere. Anzi, fatelo sapere a qualche PM.

LA GRANDE MONNEZZA! (SATIRA SOCIALE)

Riblogghiamo dal blog “Padri separati-vexata quaestio” che sta avendo problemi di visualizzazione.

Il 26 febbraio 2014 l’On. Tiziana Ciprini, del Gruppo parlamentare Movimento 5 stelle, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta sul tema della ‘violenza femminile contro gli uomini’.

Sembrerebbe la solita grullata, che fa il paio con quella delle sirene, Pino Chet e chip sottocutanei. Ma qui l’argomento è serio perché dietro l’apparente grullagine si nasconde il tentativo di sminuire il problema della violenza contro le donne, facendonsene, nella sostanza, complici e istigatori.

Nella sua interrogazione, infatti, la parlamentare 5 stelle cita una«Indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile» condotta da un gruppo di esperti in diverse discipline (professor Pasquale Giuseppe Macrì, Yasmin Abo Loha, Giorgio Gallino, Santiago Gascò, Claudio Manzari, Vincenzo Mastriani, Fabio Nestola, Sara Pezzuolo, Giacomo Rotoli) e pubblicata nella Rivista di criminologia, vittimologia e sicurezza – vol. VI – n. 3 del settembre-dicembre 2012.

Tale presunta indagine, peraltro già criticata da esperti in statistica, pretende di dimostrare che in Italia esiste un fenomeno sociale misconosciuto che sarebbe, appunto, la notevole violenza delle donne contro gli uomini.

Trattandosi di una indagine statistica corre l’obbligo di analizzare, per quanto possibile, la formazione e i curricola degli autori per valutare in primo luogo le loro competenze in statistica; non se ne vogliano pertanto, sono loro che si sono esposti rendendo pubblica tale indagine.

Il primo autore è il Prof. Pasquale Giuseppe Macrì. Dall’articolo apprendiamo che il Prof. Macrì è Specialista in medicina legale e delle assicurazioni, Professore presso la scuola di specializzazione di Medicina Legale, Università di Siena; Coordinatore Scientifico Centro di Bioetica e Biodiritto Università di Siena, Direttore Primario Medico Legale A. U.S.L. 8 Arezzo. Competenze statistiche, pertanto, pari a zero.

Seguono poi:

– Yasmin Abo Loha, Coordinatrice ECPAT Italia (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking), esperta di abusi sull’infanzia e pedofilia; non si reperisce un suo curriculum in rete per cui si ha motivo di dubitare delle sue competenze statistiche. Ma motivo maggiore di dubbio sull’onestà intellettuale di costei è il fatto che è organica alle associazioni dei padri separati e che sostiene a spada tratta la PAS e il suo inventore, Richard Alan Gardner. Come possa, costei, conciliare l’impegno contro l’abuso all’infanzia e la pedofilia, svolta da ECPAT, con il sostegno acritico a un medico, il Dr Gardner, che ha inventato la PAS come strumento per difendere in tribunale i padri accusati di abusi sessuali sui figli, ma che soprattutto ha più volte espresso opinioni favorevoli alla pedofilia, è domanda che nemmeno ci poniamo; non sappiamo se l’ECPAT condivida tali posizioni di una sua coordinatrice.

– Giorgio Gallino: ingegnere informatico, svolge la professione per diverse aziende ad Arona (NO). Indubbiamente un ingegnere informatico ha delle conoscenze statistiche, ma non basta un esame di Statistica e calcolo delle probabilità per fare di una persona uno statistico. Non è il suo lavoro.

– Santiago Gascò: dottore in Lingue, docente presso il CEP (Centro di Educazione Permanente) di Bassano del Grappa (VI). Mah! Ha competenze statistiche un dottore in lingue?

– Claudio Manzari: dottore in giurisprudenza, giornalista indipendente a Reggio Emilia. Come sopra.

– Vincenzo Mastriani: docente di Lettere presso l’Istituto Superiore A. Righi di Napoli. Idem.

– Fabio Nestola: Direttore Osservatorio Permanente FeNBi (Federazione Nazionale Bigenitorialità), Direttore Centro Studi ECPAT Italia. Una ricerca con Google rimanda a questo link. Sarà questo l’osservatorio? Se si cerca FENBI non si trova nulla; è una sigla che ricorre spesso, in eventi organizzati dalle associazioni dei padri separati, risulta tra le associazioni che nel 2008 hanno costituito Adiantum, aveva un suo sito internet che non esiste più, quindi il sig. Nestola è direttore dell’osservatorio di un organismo che non esiste più. Competenze statistiche? Non è dato di sapere, in una delle pagine del suo sito si definiva illustratore di fumetti, e in effetti è reperibile in rete qualche saggio della sua arte ma di competenze in statistica nemmeno l’ombra.

– Sara Pezzuolo: Psicologa giuridica, esperta in scienze criminologiche. Responsabile di Psicologia Giuridica del gruppo di ricerca Scienze Medico-Legali Sociali e Forensi, Università di Siena. Uno psicologo ha indubbiamente delle competenze statistiche, ma sono sufficienti a progettare e condurre una indagine statistica ben fatta, senza errori metodologici? Anche lei è organica alle associazioni dei padri separati, quindi parte interessata a dimostrare che la violenza contro le donne è inesistente mentre esiste la violenza contro gli uomini.

– Giacomo Rotoli: docente presso la Seconda Università di Napoli, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. Dal suo curriculum non si intravedono particolari competenze statistiche. Organico alle associazioni dei padri separati.

In conclusione abbiamo una deputata che fa una interrogazione parlamentare basandosi su una indagine conoscitiva che contiene dati statistici, svolta da persone prive di una formazione specifica in scienze statistiche, provenienti da un mondo che nega la violenza contro le donne per autoassolversi dalla violenza contro le loro ex-mogli. Un po’ più di dignità, onorevole, proprio no?

Paolo Sorrentino, noi ci vediamo materiale per un altro film da Oscar.
Questo articolo è stato pubblicato in padri separati, patriarcato, pedofilia, violenza donne e contrassegnato come padri separati, patriarcato, violenza donne da padriseparati .

QUANDO I PADRI SEPARATI …

Quando i padri separati associati facevano cyberstalking alla On. Casellati.

È abbastanza prevedibile, appena sarà formato il nuvo Governo, che ci sarà la solita inondazione di progetti e disegni di legge da parte dei padri separati associati sui temi a loro cari, e cioè alienazione parentale, mediazione familiare, tutela dei padri separati, ecc. È bene quindi ripassare un po’ di storia di queste associazioni per capire di che pasta sono fatte.

Nel 2011 la On. Bernardini, del Partito Radicale, intenerita dalle lagne dei padri separati associati ha presentato una interrogazione parlamentare  al Governo per denunciare la mancata applicazione della Legge 54/2006, leitmotiv delle lagnanze dei padri separati, insieme alla PAS, ora divenuta alienazione parentale.

Alla On. Bernardini replicò, a nome del Governo, la On. Casellati, all’epoca Sottosegretario alla Giustizia.

E fin qui nulla di strano, tutto legittimo, una interrogazione parlamentare che purtroppo è infarcita delle solite mistificazioni dei padri separati associati e la replica del Governo che riporta dati ufficiali che smentiscono proprio quelle mistificazioni.

Ed ecco che si scatena la macchina dello stalking dei padri separati associati, cioè le stesse dinamiche che hanno portato le loro ex-mogli a mandarli al diavolo e i loro figli a rifiutarli.

Cominciano con un articolo anonimo con il quale criticano il Governo che non si è accorto di quello che loro continuano a chiamare falso condiviso, affermano che l’On. Casellati recita litanie arrivando a scrivere che loro, che si autodefiniscono società civile (sic!), hanno delle perplessità sulla idoneità della On. Casellati a rivestire il ruolo di Sottosegretario alla Giustizia.

A distanza di pochi giorni ecco comparire un articolo del loro consulente scientifico che accusa la On. Casellati di aver fatto affermazioni prive di valenza scientifica; costui cita la solita letteratura vecchia di decine di anni, smentita da lavori più recenti.

A seguire un nuovo articolo a firma di Salvatore Garofalo, Presidente dell’associazione Papà separati nazionale, con il quale la On. Casellati si guadagna l’appellativo di oscurantista; tutto questo perché ha riportato i dati ufficiali ISTAT che, a giudizio di Garofalo, sarebbero privi di valenza scientifica.

Dulcis in fundo l’intervento lacrimevole di un certo Stefano che da 439 giorni non riuscirebbe a fare un giro con suo figlio.

Ci fermiamo qui; ci sarebbe dell’altro ma sarebbe abusare della pazienza di chi legge.
Lo stalking nei confronti della politica riprenderà a breve, come dicevamo, con l’inondazione dei soliti disegni e progetti di legge. La storia insegna, e se i figli di costoro, costretti a frequentarli contro la propria volontà per via di una legge ingiusta e coercitiva nei confronti dei bambini, al raggiungimento della maggiore età li mandano al diavolo e se ne tornano dalle madri, un motivo ci sarà.

IL REGISTRO DELLA BIGENITORIALITÀ

Ennesima idiozia escogitata dai padri separati per continuare lo stalking nei confronti delle ex-partner. Viene spacciato come uno strumento per la tutela dei minori ma in realtà non serve a questo scopo ma solo a rendere più efficiente e ossessivo il controllo dei padri separati sulle ex.

Non è un caso che tra i principali fautori del registro della bigenitorialità si ritrovino padri separati pregiudicati proprio per reati contro la famiglia (violenza, stalking, maltrattamento).

Purtroppo alcune amministrazioni comunali e alcuni funzionari comunali si sono lasciati intenerire dalle lagne dei padri separati e hanno istituito questo ennesimo obbrobrio. D’ora in poi prima di far loro varcare la soglia del Municipio che si facciano consegnare il certificato del Casellario giudiziario; sapranno almeno con chi hanno realmente a che fare.

Sul piano amministrativo bene si sono espressi alcuni Comuni negando la sua istituzione e mandando al diavolo i padri separati e le loro lagnanze.

Anche un Garante dell’infanzia, investito della questione si è espresso in termini decisamente contrari.

Sarebbe auspicabile pertanto che altri Comuni e altri Garanti dell’infanzia prendano esempio da queste pronunce e la faccenda si chiuda definitivamente.

Ma c’è un ulteriore aspetto che finora non è emerso.

Questi registri sono nella sostanza un elenco di bambini coinvolti in separazioni turbolente, che di solito fanno seguito a violenza in famiglia o ad abusi sessuali incestuosi sugli stessi bambini da parte dei padri; elenchi con le generalità anagrafiche dei bambini (nome, cognome, indirizzo), l’indicazione della scuola frequentata, delle attività extra-scolastiche praticate, e quindi le loro preferenze in termini di tempo libero e di svago.

Nella sostanza, una manna per i pedofili che così possono facilmente avere a disposizione elenchi di bambini da adescare, bambini emotivamente fragili e disorientati per la separazione dei loro genitori, e offrire loro affetto, per poi portarseli a letto.

O davvero c’è qualche ingenuo che ancora crede nella privacy di tali elenchi, nella protezione di dati personali con password che possono essere facilmente violate da chi ha un minimo di conoscenze informatiche? Non va dimenticato che le associazioni di padri separati (a volte separati proprio per abusi sessuali sui figli, quindi pedofilia) si appoggiano a esperti informatici che agevolmente possono entrare in possesso di questi dati e venderseli.

I bambini ringraziano questi bastardi.

BIGENITORIALITÀ: DIRITTO DEL BAMBINO O DEGLI ADULTI?

Dalla legge 54/2006:

Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”.

Prescindendo da quell’inizio frase alquanto infelice sul piano linguistico, rappresentato dalla congiunzione ‘anche’, sembrerebbe di capire che per la legge questo cosiddetto diritto alla bigenitorialità sia un diritto dei figli ma non degli adulti.

Questo principio è poi transitato nel Codice Civile, art. 337 Ter in questa forma:

Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”.

Il cosiddetto diritto alla bigenitorialità rimane quindi, e sempre, un diritto dei figli ma non degli adulti; gli adulti hanno il dovere, l’obbligo di assicurare la bigenitorialità ai loro figli ma non il contrario. I bambini non hanno l’obbligo della bigenitorialità.

Allora perché per molti CTU e Servizi sociali i bambini devono essere obbligati a relazionarsi con entrambi i genitori, anche con quello che rifiutano? Che può essere un genitore violento o abusante? Perché molti Tribunali obbligano i bambini a relazionarsi col genitore rifiutato?

La Legge 77/2013, che ha ratificato la Convenzione di Istanbul, è chiara, il diritto alla protezione e sicurezza dei figli nel corso della separazione è prioritario rispetto a qualsiasi altro diritto vantato dagli adulti.

Alle associazioni di padri separati la Convenzione di Istanbul ovviamente non piace a l’hanno criticata affermando che si tratta di un attacco ai diritti degli uomini. La Convenzione di Istanbul si limita a garantire il diritto di donne e bambini di sottrarsi alla violenza maschile; i padri separati ritengono forse che la violenza su donne e bambini sia un loro diritto?

E alcuni tribunali italiani, invece di seguire il piffero rauco e gracchiante di chi si crede ancora un pifferaio magico, perché non si limitano ad applicare le leggi dello Stato italiano?

CATTURATO UN PERICOLOSO LATITANTE DELLA BIGENITORIALITÀ

quando lo schifo è così tanto

come si fa a non scrivere satire?

(Giovenale, mod.)

 

Con una brillante operazione condotta dalle forze speciali del Reparto cattura-bambini della Questura, coordinate da un giudice anti-bambini del Tribunale degli Orrori, è stato assicurato all’in-giustizia minorile un pericoloso latitante della bigenitorialità.

Dopo un sapiente lavoro di intelligence, grazie anche all’aiuto di becca-bambini opportunamente sguinzagliati sul territorio, e con l’ausilio di una decina di droni, le forze speciali hanno individuato il luogo dove il pericoloso latitante trascorreva le sue giornate.

In pieno assetto di guerra, armati di tutto punto con le armi della crudeltà, hanno circondato il covo dove si rifugiava il latitante, con una strategica operazione a tenaglia.

Dopo un assedio durato parecchie ore hanno avuto ragione della resistenza sua e dei suoi complici, e lo hanno catturato, conducendolo in un luogo segreto in regime di carcere duro (41Bis) dove non avrà più contatti con la sua famiglia.

Così ha deciso il giudice anti-bambini del Tribunale degli Orrori, nel nome di non si sa quale legge, forse al di sopra della legge medesima o del tutto fuori-legge.

Non è difficile prevedere che le resistenze del bambino saranno facilmente fiaccate dalla somministrazione di tranquillanti, anche questi dati in assenza di una legge che lo preveda e in violazione della costituzione:

Art. 32: Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

Esiste una legge che preveda la somministrazione di tranquillanti a un bambino che non ne ha bisogno? Esiste una legge che preveda la psicoterapia per un bambino che non ne ha bisogno? Non si configura tutto questo come tortura?

 

PS

Questo è un articolo di satira. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistenti è puramente casuale e non voluto dagli autori.

“IL TEMPO”, LA PAS E LA DISINFORMAZIONE

Alcuni giorni fa il quotidiano online “Il Tempo.it” ha pubblicato un articoloMinori contesi e guerra di perizie. Il divorzio diventa un ring, coi piccoli al centro”.

Lo spunto per questo articolo è la pubblicazione di un libro di un padre separato nel quale sono raccolte alcune storie; pubblicheremo alcune storie di madri separate, che nessuno ha sinora voluto pubblicare perché le vicende delle madri non fanno storia, al tempo del patriarcato. Ma non è di questo che vogliamo parlare.

Ciò di cui vogliamo parlare è la consueta disinformazione che sistematicamente viene fatta dalle associazioni dei padri separati sui media in generale, ricercando sempre maggiore visibilità mediatica per attirare nuovi iscritti e aumentare il loro giro di affari.

La consueta disinformazione si riferisce alla PAS, o sindrome di alienazione genitoriale e alla teoria della false accuse. Ecco il pezzo incriminato.

tempo

Sulla cosiddetta PAS abbiamo, in ordine di tempo cronologico:

1) La dichiarazione ufficiale del Governo della Repubblica Italiana sulla PAS, che così si esprime:

 Al momento la letteratura scientifica e i professionisti legali internazionali ragguagliano contro l’esistenza della PAS, contro la sua ammissibilità nelle corti e sulla necessità di ulteriore ricerca e studi prima che nuove teorie siano usate in complesse e delicate questioni collegate alla cura dei figli nei casi di separazione; non è tollerabile, ipocritamente, che ci possa essere il tentativo di introdurre una simile teoria, stabilito che per le sue tradizioni l’Italia si colloca al centro dei suoi interessi i diritti del bambino”.

2) La dichiarazione del Ministero della salute che la definisce priva di fondamento scientifico; il link è il seguente:

3) La dichiarazione dell’Assessore alla Sanità della Regione Toscana e la dichiarazione dell’Assessore alla Sanità della Regione Emilia Romagna, entrambe in sintonia con quella del Ministero della Salute.

4) La dichiarazione del Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici-Chirurghi, che afferma:

la cosiddetta PAS è priva di riconoscimenti ufficiali in assenza di evidenze scientifiche e non è codificata dai principali sistemi classificativi delle malattie DSM-IV e ICD-10, mancando allo stato attuale criteri diagnostici condivisi nell’ambito della comunità scientifica.

5) La sentenza della Suprema Corte di Cassazione 20 marzo 2013 n° 7041 con la quale la Corte ribadisce che nel processo non si possono usare “teorie prive del necessario conforto scientifico”.

6) La dichiarazione della Società Italiana di Pediatria il cui Presidente categoricamente afferma:

 La Sindrome di Alienazione Parentale non è riconosciuta dalla letteratura scientifica di riferimento e non è inclusa né nel DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) né nell’ICD (International Classification of Diseases) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

 7) La sentenza del Tribunale Penale di Venezia che ha assolto la madre di un bambino che era stata denunciata dall’ex-coniuge di maltrattamenti sul minore per avergli causato la PAS. Il Tribunale ha assolto la donna con la formula: il fatto non sussiste.

8) La sentenza del Tribunale Civile di Milano che ha rigettato l’istanza di un padre in merito all’accertamento della cosiddetta PAS a carico del figlio con la motivazione della “inammissibilità di accertamenti istruttori (leggi CTU) in ordine alla cd. PAS , in quanto … priva di fondamento scientifico”.

Riteniamo, alla luce di quanto su esposto, che ogni ulteriore discorso intorno a questa teoria è privo di senso.

La cd. PAS fu inventata da un mediconzolo statunitense per difendere i padri accusati di violenza o di abusi sessuali sui figli; questa teoria consentì al regista Woody Allen di essere scagionato dalle accuse di abusi sessuali su una delle sue figlie adottive, e questo le ha conferito la notorietà di cui gode. In una recente e sofferta intervista la figlia adottiva di Woody Allen, ora ventottenne, ha confermato le accuse di allora. Dobbiamo considerarla alienata, cioè pazza, anche adesso?

A questo punto ci chiediamo: a chi giova questa disinformazione?

E veniamo al secondo aspetto: le false accuse; secondo la giornalista, che cita come fonte un’associazione di padri separati, le false accuse sarebbero pari all’85% mentre solo il 15% sarebbero accuse fondate. Ma un giornalista serio non è tenuto a verificare la veridicità di ciò che dichiarano le sue fonti, prima di pubblicarle? Da dove vengono quei numeri? Che attendibilità hanno quelle percentuali? Chi le ha rilevate? Con quale metodologia?

La statistica è una scienza seria, non le barzellette raccontate dalle associazioni di padri separati; tali associazioni, che annoverano tra i loro iscritti padri accusati di violenze in famiglia e/o abusi sessuali, e talvolta anche tra i loro quadri dirigenti, sono in prima linea nel fare disinformazione su questi aspetti per una semplice questione di autotutela. Non possono pertanto essere ritenuti attendibili.

Quindi, ancora una volta, a chi giova questa disinformazione?

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