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L’introduzione al libro di cui sopra si apre con queste parole:

«“L’abuso”, come la stregoneria e gli untori del ‘400-‘600, costituiscono fenomeni sociali con forti radici ideologiche e religiose ed una massiccia diffusione in primis tramite superstizioni e credenze popolari trasmesse di bocca in bocca e attualmente con diffusione mediatica.»

Viene riproposta l’analogia degli abusi sessuali alla stregoneria e agli untori, di manzoniana memoria, e gli abusi sessuali vengono dequalificati da gravi reati, quali effettivamente sono, a meri fenomeni sociali, addirittura con forti radici ideologiche e religiose (quali, cioè?).

Viene poi affermato che la ‘diffusa credenza popolare nell’esistenza degli abusi sessuali’ viene trasmessa di bocca in bocca; no, sig. egregio introduttore, la conoscenza degli abusi sessuali è materia di cronaca nera, non è “come una freccia che dall’arco scocca e vola veloce di bocca in bocca”; e lasci in pace Fabrizio De André.

Si può notare, già da queste prime parole, come intento dell’autore dell’introduzione sia solo quello di confondere il lettore, ponendo sul medesimo piano fatti che invece sono radicalmente differenti; la citazione dei versi di De André è come un messaggio subliminale, ha lo scopo di suggerire al lettore che alla fin fine tutta ‘sta storia degli abusi sessuali non è da prendere sul serio ma è da sorriderci su, come ci accade quando ascoltiamo la canzone di De André, Bocca di rosa.

Seguono poi considerazioni che davvero fanno dubitare della salute mentale di chi sostiene la teoria del ‘falsi abusi’: si legge infatti che i processi per le false accuse di abuso superano numericamente di gran lunga i processi alle streghe e fanno molte più vittime dei processi dell’Inquisizione (se si esclude la pena di morte, ha almeno la bontà di precisare).

Vengono poi dati i soliti numeri statistici campati in aria, che non sono buoni nemmeno per essere giocati al lotto. Secondo loro, infatti, ogni anno vi sarebbero in Inghilterra ben 120.000 false accuse di abusi sessuali sui minori; come supporto a questa affermazione c’è la seguente scarna citazione: The Guardian , 2000. Segue la perla, che citiamo letteralmente:

«ne discende che in un anno solo in Inghilterra ci sono più procedimenti per abusi intrafamiliari (che diversi studi mostrano essere falsi tra l’80 e il 90% dei casi in corso di separazione) che processi per stregoneria in Europa durante tre secoli (!).»

Ecco l’obiettivo, lo stonato refrain delle associazioni dei padri separati: la maggior parte delle denunce di abusi sessuali nel corso di separazione sono false; non si citano, ovviamente, i ‘diversi studi’ che lo dimostrerebbero. Non si citano perché non ce ne sono. L’unico studio di cui abbiamo notizia sulle denunce di abusi sessuali in corso di separazione o divorzio è quello statunitense di Thoennes e Tjaden, del 1990 (Thoennes & Tjaden, The Extent, Nature and Validity of Sexual Abuse Allegation in Custody/Visitation Disputes, Child Abuse and Neglect 1990, 14:151-163).

Le autrici hanno analizzato ben 9.000 sentenze di divorzio dei tribunali di dodici Stati americani; denunce di abusi sessuali erano presenti in meno del 2% del totale (169 casi); le denunce di abusi sono state confermate in 129 casi, pari quindi al 76,33% del totale mentre le denunce non confermate sono state il 23,67% del totale.

E poi la filippica finale, prima di passare all’esegesi di Gardner: gli abusi e la pedofilia sono a suo giudizio una “potente arma di distrazione di massa”, per non farci pensare a una serie di vere minacce all’infanzia; e qui veramente ci mette di tutto: «mortalità infantile, lavoro minorile, bambini soldato, agenti mutageni, denutrizione, descolarizzazione, PM10, atrazina, cocaina, antidepressivi e ormoni femminili nell’acqua potabile (??) pesticidi ormoni e insetticidi nervini (?) nella frutta, mercurio nel pesce, isotopi radioattivi nel latte funghi e pesce, onde elettromagnetiche, ecc.»

Qui il messaggio che si vuole far passare è il seguente: cosa stiamo a preoccuparci tanto degli abusi sessuali sui minori quando invece la salute dell’infanzia è minacciata da tanti di quei fattori tossici ambientali a fronte dei quali l’abuso sessuale sarebbe, secondo l’autore dell’introduzione al libro di Gardner, l’ultimo dei problemi? Ancora una volta gli ricordiamo che si tratta di cose di livello logico differente che non possono essere collocate sullo stesso piano di ragionamento, pena forti dubbi sulle capacità di ragionamento razionale di chi compie queste operazioni illogiche.

L’attenzione al crimine dell’abuso sessuale non ci fa certo dimenticare gli altri problemi che affliggono l’infanzia; siete voi che invece volete occultare gli abusi sessuali mettendo in primo piano gli altri problemi. La violenza e gli abusi sessuali causano gravi problemi psichici a chi li subisce, stati depressivi protratti che peggiorano la qualità della vita, abbassano le difese immunitarie e riducono l’aspettativa di vita.

 

L’immagine è stata prelavata dal sito: http://www.synergiacentrotrauma.it/modules/wfsection/article.php?articleid=47