La bigenitorialità è sicuramente un concetto espressione di civiltà giuridica; un grande passo avanti rispetto alla concezione patriarcale dei rapporti di potere all’interno della famiglia, quando i figli erano proprietà esclusiva del padre e la madre aveva solo un ruolo complementare a quello del padre. Concetti, questi ultimi, di derivazione del diritto romano nel quale il pater familias aveva diritto di vita e di morte su tutti i componenti della famiglia.

Il diritto romano riconosceva, tra gli altri, il diritto al pater familias di vendere i suoi figli, il diritto di abbandonarli, il diritto di cederli al suo creditore, persino il diritto di uccidere il figlio in alcuni casi.

Al concetto della pari responsabilità genitoriale il mondo occidentale è giunto gradualmente, e non sono estranei a questa conquista le lotte del ’68 per una pedagogia non autoritaria, le conquiste del femminismo in termini di rivendicazione dei diritti delle donne nella società e all’interno della famiglia.

Il mondo patriarcale ha presentato una prima reazione a questa conquista cercando di vanificare le conquiste del femminismo, ma con scarso esito. Ha scoperto allora una maniera più sottile di riaffermare il proprio potere sulla società: la manipolazione e la strumentalizzazione del nuovo che avanza.

Oggi il mondo patriarcale cerca di appropriarsi di questo concetto per riaffermare il potere del maschio nella società e nella famiglia; la bigenitorialià è divenuta il loro nuovo mito, la loro bandiera per una nuova battaglia contro le donne e i bambini.

Il mondo patriarcale si muove oggi su più livelli di reazione.

Il primo livello è quello del doppiopetto, per così dire; è il livello delle diverse lobbies che si muovono intorno alla politica per far approvare le loro proposte di legge; una di queste è stata la Legge n° 54/2006, sull’affido condiviso.

Un secondo livello è quello della propaganda che ha il compito di presentare i padri del terzo millennio come vittime di donne sempre più violente, o ridotti in miseria dalle loro ex-mogli. È il livello che gode della maggiore visibilità mediatica grazie alle centinaia di pagine Facebook e di blog che essi gestiscono per spammare il loro vittimismo. L’obiettivo è di creare intorno al mondo patriarcale e maschilista una solidarietà sociale, politica e religiosa che consenta di imporre nuovamente il loro potere sulla società e la famiglia.

Un terzo livello è quello della controinformazione che interviene sistematicamente per giustificare fatti di cronaca che vedono come protagonista violento l’uomo e come vititme le donne e i bambini, dandone una lettura secondo la quale l’uomo anche se carnefice è pur sempre una vittima, portato a manifestare quei livelli di violenza dalle circostanze e non perché la violenza fisica e sessuale è componente sostanziale del patriarcato e del maschilismo.

Il nostro obiettivo è di svelare la realtà della violenza patriarcale mediante una informazione corretta, puntuale e scientificamente aggiornata sul concetto di bigenitorialità, sempre più utilizzato dal patriarcato per riaffermare il proprio potere sui figli.